“L’Europeo” e “L’Espresso” a confronto

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Le immagini sopra riportate sono le prime due copertine dei settimanali “L’Espresso” e “L’Europeo” dedicate al caso Moro.

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Il sommario de “L’Europeo” del primo numero a cui viene dedicata un’ampia inchiesta al caso Moro e alla strage di via Fani.

A fianco al sommario è stato inserito un breve articolo, “Quattro giorni”, nel quale vengono esposte le motivazioni e l’iter che è stato compiuto dalla tipografia del giornale per inserire l’immagine di Moro in copertina.

Quattro giorni

All’ultimo momento, con la collaborazione dei colleghi di tipografia, la copertina di questo numero de L’Europeo è stata sostituita con la foto di Moro prigioniero dei terroristi, appena distribuita alle agenzie di stampa ai giornali. Destinata evidentemente a campeggiare in anticipo già sui quotidiani, ci è sembrata comunque un’immagine efficace per riassumere anche su un settimanale questa terribile vicenda. Per procurarla sul filo della chiusura, i redattori in servizio a Roma hanno fatto l’assedio alla sede del Messaggero, il giornale a cui era stata inoltrata direttamente dai brigatisti, mentre la segreteria di Milano ha provveduto a ritirarla a tempo di record. In quattro giorni di lavoro serrato, ai giornalisti de L’Europeo interessati al caso Moro è successo di tutto. Per raggiungere Roma nel drammatico pomeriggio di giovedì 16 marzo, con gli aerei bloccati dallo sciopero di Linate, Gian Franco Venè ha dovuto caricare in macchina un bidone di benzina, percorrendo poi un’autostrada deserta con i distributori chiusi. Paolo Beri e Paolo Ojetti, in ferie, sono stati fulminati per radio dalla notizia: il primo in  un mercatino di Agadir mentre comprava una teiera da un rigattiere; il secondo in auto al confine don la Francia. non hanno resistito e sono tornati indietro. Sandro Ottolenghi, a Tel Aviv per un  servizio sulla guerra, e stato raggiunto da una telefonata di un informatore tedesco e ha preso il primo aereo di ritorno, per occuparsi dei legami internazionali di questo episodio.

Due ore dopo l’attentato, al palazzo di giustizia di Roma, durante la prima conferenza-stampa, Roberto Chiodi è stato ripreso severamente dal procuratore De Matteo: <<E la coppola?>>. Chodi s’è tolto il cappello e ha ribattuto cortesemente: <<Scusi ma in questo momento non ci sarebbero cose più serie di cui parlare?>>. Nella stessa serata, dopo un vertice a Palazzo Chigi, Salvatore Giannella è riuscito a bloccare il ministro della Difesa, Attilio Ruffini, febbricitante, che assieme ad alcune notizie gli ha passato però anche l’influenza. Per scattare una foto aerea sulla zona dell’attentato e consentire ai nostri grafici di ricostruire la mappa alle pagine 16 e 17, Maurizio Bizzicari è salito su un elicottero, atterrando poi a piazzale Clodio di fronte al Palazzo di Giustizia e mettendo in allarme per un’ora polizia e carabinieri.

Come in tutti i giornali, sono state ore convulse. Non solo per chi era fuori in servizio, selezionando, come Carlo Rizzi, centinaia di foto; coordinando i servizi; preparando e aggiornando le 16 pagine speciali dedicate al caso Moro. Non è una celebrazione del proprio lavoro: è solo una piccola testimonianza di solidarietà offerta personalmente al lettore.”

 Da L’Europeo, Anno XXXIV, n. 13, 31 marzo 1978, p.3 

~ di federicasantulli su luglio 23, 2007.

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